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La storia millenaria dei La Grua Talamanca, tra tradizione e fascino senza tempo di Carini.

Scopri il patrimonio culturale di una dinastia, il loro castello e le vicende che hanno segnato la Sicilia.

La Grua Talamanca

Laura Lanza di Trabia 

 

Orari

+39 3518897383

carinicittaparlante@gmail.com

BARONESSA DI CARINI

Lunedì / Domenica 9 - 13 | 10 - 18

Nome, nascita, genitori

  • Nei titoli dei volumi dell'archivio di famiglia è «donna Laurea Lanza», e «Laurea» è la forma scelta dal Dizionario Biografico. Il registro parrocchiale la chiama «Donna Laura La Grua» (Russo 2006, pp. 122–124; DBI). 
  • Nasce nel 1529. Il Dizionario Biografico dice a Palermo. La data 7 ottobre e la nascita a Trabia compaiono su divulgazione senza fonte. Anno certo; Palermo probabile; giorno e Trabia non riscontrati.
  • Il padre è Cesare Lanza, barone di Castania e Trabia, figlio del giurista Blasco, più volte pretore di Palermo, che nel 1549 compra Mussomeli. La madre è Lucrezia Gaetani, vedova catanese, morta nel 1546 (DBI). 

Il matrimonio del 1543

  • A quattordici anni sposa Vincenzo La Grua Talamanca, che ne ha sedici. Il contratto è in ASPa, notaio Pietro Ricca, reg. 498 (DBI). La dote è di 4.400 onze in contanti, più corredo e gioielli; il marito le costituisce un dotario di 1.000 onze (DBI; Pelleriti 2007). 
  • La data 21 settembre 1543 è in Pelleriti 2007, che colloca il rito nel palazzo di città dei La Grua senza indicare la fonte, e in M. Russo 2025, che rinvia a Baviera Albanese 1964. Da confermare sul registro notarile. Le date 14 e 21 dicembre circolano senza fonte. Wikipedia italiana attribuisce il 21 dicembre al Dizionario Biografico, che invece dice solo «nel 1543».
  • Laura vive a Carini: molti atti della busta 4 dell'archivio sono rogati apud terram Careni. La casa di Palermo era alle spalle di S. Francesco d'Assisi (Russo 2006, p. 98, n. 33). C

I figli

  • Il Dizionario Biografico ne nomina sei: Eleonora, Lucrezia, Maria, Cesare, Ottavio, Tiberio.
  • L'inventario dell'archivio ne conta nove (LGT b. 6): Pietro ed Eleonora, morti poco dopo la nascita; Giovanna; Lucrezia, moglie di Giovanni del Bosco; Eleonora, moglie di Pietro Afflitto; Maria, moglie di Orazio de Bonomia; Cesare; Ottavio; Tiberio, frate minore (Russo 2006, p. 99).
  • Eleonora moglie di Pietro Afflitto è confermata da un atto del 24 marzo 1564 e dal volume della sua dote (Cancila 2013; LGT b. 63). Probabile: nove nati, sei o sette arrivati all'età adulta. 

Ludovico Vernagallo

  • I Vernagallo sono banchieri di origine pisana. Ludovico il vecchio, barone di Castellammare e fondatore della Tavola di Palermo, aveva sposato Elisabetta La Grua, zia di Vincenzo (Russo 2006, pp. 98–99, LGT b. 3). 
  • L'amante è un altro Ludovico. Per il Dizionario Biografico è figlio di Alvaro, fratello di Ludovico il vecchio, e vive a Montelepre. M. Russo 2025 lo dice «nipote» di Ludovico il vecchio, parola che vale sia per il figlio di un fratello sia per il figlio di un figlio, e cugino del barone per parte paterna. Pelleriti 2007 lo dice cugino di Laura. 
  • I due casati sono legati anche dagli affari: uno zuccherificio in società e una rendita che la baronia paga a Ludovico Vernagallo (DBI; LGT b. 69). 
  • La relazione comincia nel 1561, stando ai documenti usati dal Dizionario Biografico, cioè alla relazione di Simancas. 

Sabato 4 dicembre 1563

  • La data è fissata da tre fonti indipendenti: il diario di Paruta e Palmerino, che annota il «caso della signora di Carini»; il registro dei morti della chiesa madre; la relazione di Simancas (Pelleriti 2007; DBI). Il 4 dicembre 1563 cadeva di sabato e nella settima indizione, come scrivono il diario e il registro: l'ho ricalcolato. 
  • La ricostruzione del Dizionario Biografico: Cesare Lanza arriva a cavallo da Palermo con cinque uomini e manda avanti un servo. Il barone, avvertito, trova la moglie con Vernagallo e aspetta il suocero. Lanza decide di uccidere entrambi, entra nelle stanze seguito dal genero e fa uscire la servitù. I due sono uccisi con due colpi di archibugio. Lanza fa poi esporre i corpi in piazza prima della sepoltura. Probabile: è la versione delle autorità, non un atto processuale.
  • Nel memoriale al re Lanza dichiara di aver agito «in compagnia» del barone suo genero (testo edito da Baviera Albanese 1964, riportato da più autori). 
  • Il registro parrocchiale, nella trascrizione corrente, dice che Laura «fu morta» il 4 dicembre, che fu sepolta «a la matri ecclesia» e che lo stesso giorno «fu morto» Ludovico Vernagallo. Circolano tre trascrizioni leggermente diverse. Secondo Pelleriti il cappellano annota anche che non fu possibile porre la croce che si usava sul luogo delle morti violente. 

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